"Odio il fanatismo, non gli animali"

Ho amato gli animali. Spesso (anche se sempre meno) ancora mi piacciono. E non intendo solo da mangiare. In generale non ho nessun disprezzo per chi ama gli animali. Anzi, ci sono scene, e rapporti, tra esseri umani e animali (penso alla tenerezza di mia nonna con Lizzie e Axel, la gioia che le davano nei suoi ultimi anni e la gioia che tutte le Lizzie e gli Axel del mondo danno alle nonnine del mondo) che mi commuovono.

Solo, non amo il fanatismo che ha sovvertito il nostro rapporto con le bestie, sbestializzandole. Adesso, non ho piacere di averle intorno. E penso sia poco rispettoso e consapevole il comportamento della maggior parte dei possessori di cani, convinti che tutti debbano amare le loro bestie e volerle attorno a loro, come loro.

Non tutti, certo, ma molti sono davvero sgradevoli e menefreghisti. Li tengono a tavola, li portano in farmacia, se li trascinano dietro ovunque. Non ne faccio neanche una mera questione di igiene. Trovo la cosa profondamente antiestetica (raccogliere i loro “bisogni” solidi, solo a dirlo, figurarsi a vederlo, è una scena agghiacciante). Rivendico il diritto a rimpiangere i tempi in cui gli animali, anche quelli domestici, venivano trattati come tali. Sono oltretutto certo che, anche gli animali, potessero scegliere, lo preferirebbero. Trasformarli in surrogati dei figli che non facciamo più è una patologia sociale che, più che una scelta individuale, sembra un’isteria collettiva. Penso che, nella maggior parte dei casi, accanirsi a volere cani o altri animali fra le mura dei nostri appartamenti domestici sia la conseguenza di un egoismo vertiginoso e riveli la galoppante alienazione dalla nostra naturale posizione nella grande giostra della vita (che è una giostra che va, e che continua ad andare anche oggi, anche se a rilento). Abbiamo preso una deriva che non esito a definire folle. Non che tentare di arginarla sia una battaglia che mi appassioni particolarmente. Tanto sarebbe comunque una battaglia vana, schiacciata dai numeri dell’impressionante giro d’affari che c’è dietro.

Ma così è la vita, più che altro vana. Che ognuno le dia significato come crede. Mi limito a suggerire che restare umani sia un modo molto più interessante di farlo che umanizzando gli animali.

Marco Cubeddu

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