Il patto tradito fra cane e uomo
Il rapporto tra il cane e l'uomo risale alla notte dei tempi quando l'uomo cacciatore aveva scelto il cane come alleato nella caccia e per difenderlo da nemici e predatori. In cambio il cane riceveva cibo e riparo. Questo tipo di rapporto si era mantenuto durante tutta la civiltà contadina fino a quando , con l'avvento della società industriale, l'uomo non ha avuto più bisogno del cane per soddisfare le proprie esigenze pratiche. "Questo ha spostato il piano dell'accordo portandolo all'assolvimento di obblighi sempre più vantaggiosi per l'uomo e sempre meno per il cane. Si è passati da un cane di utilità, che poteva svolgere le proprie attività naturali (la caccia, la difesa del bestiame, la difesa dell'uomo) ... a un cane definito da compagnia." Pochi si sono chiesti se l'oggetto di tanto amore possa definirsi contento. Nessuno si chiede se al cane piaccia passare ore nei centri commerciali o dalla parrucchiera o al ristorante, per i padroni sembra naturale che il loro cane voglia stare con loro. In realtà spesso si tratta di "un dominio ribattezzato amore" e al quale il cane non può che sottomettersi. Infatti mentre l'animale selvatico è in grado da solo di soddisfare i propri bisogni, quello domestico dipende totalmente dal padrone.
*Ermanno Giudici "Il patto tradito fra cane e uomo"

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